di seguito alcune delle strutture che troverai ricostruite nel nostro Parco.

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Ponte di Capua

Il ponte di Capua era il ponte della Via Appia. che in età romana attraversava il Volturno. Federico II di Svevia fece costruire sul lato del ponte che dava verso Roma una porta con due torri e un arco di trionfo arricchito di statue. Col passare dei secoli e con le devastazioni delle guerre quest’opera è molto cambiata: oggi sono visibili soltanto le testate del Ponte e le basi delle due torri, mentre alcune delle statue ornamentali sono conservate nel Museo Campano.

Ponte di Faicchio

Il ponte di Faicchio si chiama di “Fabio Massimo” perché la tradizione vuole che vi sia passato il dittatore romano per arrestare l’avanzata di Annibale durante la seconda Guerra Punica. Il ponte ha subito diversi rimaneggiamenti, a causa di terremoti e alluvioni. Nel 2008 è stato restaurato per l’ultima volta; gli è stato dato un aspetto più moderno per l’uso di tecniche come l’intonaco nella parte superiore e nell’interno della volta, in passato a pietra viva.

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Il Ponte sul Garigliano

Il ponte “Real Ferdinando” · detto anche “Ferdinandeo“, sorge sul fiume Garigliano, che separa le regioni italiane di Campania e Lazio. È stato il primo ponte sospeso a “catenaria di ferro” realizzato in Italia e il secondo in Europa (il primato spetta alla Gran Bretagna). È uno splendido esempio di architettura industriale del Regno delle Due Sicilie, che all’epoca era all’avanguardia in tutta Europa. Il ponte è dedicato aI re di Napoli Ferdinando II.

il Lontro

Il Lontro era la piccola imbarcazione a pescaggio piatto, in legno di quercia, usata anticamente per attraversare il fiume Samo. Oggi ne rimangono pochissime ancora efficienti sulle zone intorno al Sarno. È bello ricordare che alcuni lontri sono usati da associazioni volontarie impegnate nella tutela delle aree archeologiche e degli ecosistemi che si trovano sul lungofiume. Il lontro è un simbolo dell’importante ruolo che svolgono le acque dolci navigabili.

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La Scafa

La “scafa” era una tipica barca, ma sarebbe più appropriato dire: una zattera, che collegando le sponde del fiume Volturno consentiva il passaggio di uomini, greggi e merci. Una robusta fune era tirata tra le due rive e lungo questa si muoveva, la scafa. Oggi siamo abituati a vedere il paesaggio fluviale attraversato da ponti, ma un tempo era molto più diffuso, e meno costoso, guadare i corsi d’acqua, piuttosto che Investire denaro nella costruzione dl opere di ingegneria.